I Pitagorici affermavano che i numeri non sono concetti astratti, bensì l’essenza delle cose. Numero e armonia erano per essi sinonimi della materia e dell’amore, cause cosmogoniche e ordinative dell’universo. Mundum regunt numeri: l’esagerazione di questo principio fece della scienza dei numeri un modo per spiegare le cose più oscure e di avere commercio con gli spiriti elementari.
Perciò l’unità nel sistema pitagorico rappresentava l’Entesupremo, non numero ma principio dinumero, che tutto contiene e dal quale tutto procede, e il Due rappresentava il principio del male.
Il Tre, primo dei numeri dispari, era simbolo della perfezione.
Il Quattro dava l’idea della potenza divina e del creato, perché con esso si dividono i fenomeni cosmici: gli elementi, le fasi lunari, i punti cardinali, le stagioni.
Il Cinque era simbolo del matrimonio perché composto dal maschio (uno) e dalla femmina (due); fu numero basilare del sistema numerico dei greci, dei romani e di uno dei due sistemi etruschi (l’altro aveva per base il Dodici).
Il Sei era dedicato alla generazione ed era anche tenuto per simbolo di perfezione e di bontà.
Il Sette il numero che in ogni religione lasciò tracce maggiori: numero sacro sia come numero primo che come derivato dal Tre più Quattro, sinonimo dell’alleanza di Dio con il mondo, di armonia e di pace.
Il numero Otto primo cubo era la solidità, per i Pitagorici lagiustizia, perimistici la beatitudine.
Il Nove era altra cifra angelica e sacerdotale, essendo il quadrato di Tree il numero pere ccellenza dell’antica Cabala
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