Veniamo totalmente condizionati da una codificazione sociale che inesorabilmente ci spinge e motiva al consumo. Questa tendenza, sempre più raffinatamente indotta, manovra le nostre vite, che sono diventate fonte esclusiva degli affari che noi possiamo rappresentare. Per far proliferare tali bisogni inculcati, siamo resi prigionieri di codici di comportamento, con delle mode, che generano ansie e tormenti interiori, quando queste non vengano assolte e soddisfatte. Le nostre menti vengono indirizzate al consumo e, soprattutto, all’acquisto e le nostre emozioni diventano succubi di questi pensieri che ci sono stati inculcati.
Il corpo non è più percepito come antenna ricetrasmittente, in grado di segnalarci cosa ci faccia effettivamente bene e cosa invece no.
La mente viene utilizzata per speculazioni spesso arzigogolate e arriviste, fautrici di emozioni che imprigionano e ansiogene.
Lo spirito non è più sollecitato a divenire guerriero, ma rimane annichilito sotto un corpo capriccioso come l’atteggiamento di un bambino, una mente magari anche dotta ma senza saggezza, emozioni volubili e instabili come fossero adolescenti.
Tale condizionamento si rivela non solo in ciò che è dichiaratamente consumistico, ma si occulta anche dietro a ciò che si vuole presentare come ecologico o addirittura spirituale, come potrebbero essere il grande mercato dell’alternativo e della new age, che siamo spinti a consumare.
Ci si può liberare dalla morsa venefica di questo subdolo pericolo che ci porta alla nostra distruzione? Sì, se si iniziasse a essere più giustamente critici. Provate, innanzitutto, a lasciarvi convincere solo da testimoni credibili! Ovvero da persone in grado di testimoniare quello che insegnano perché lo possono comprovare con la loro esperienza diretta, applicata nella loro vita quotidiana!
Oggi una folta schiera di novelli e spesso improvvisati maestri, terapeuti, guru et similia si è messa a predicare insegnamenti per una vita migliore: siamo sommersi da maestri che impartiscono lezioni su ciò che loro stessi non sanno applicare: se qualcuno insegna a nuovare senza saperlo fare, vi sembra che potrà mai essere un buon maestro?
L’indotto al consumo senza senso critico si è insinuato alla grande anche in un campo che, invece, dovrebbe portare a una maggiore consapevolezza e senso critico. Per cui non rimane che, da soli, cercare di recuperare quel sano buon senso che, per fortuna, in fondo al nostro cuore continua a pulsare con le sue osservazioni. Questo è un passo fondamentale, tuttavia in un mondo che ci ha condizionato ad ascoltare gli indotti è difficile ritornare a percepire quello che il nostro corpo ci dice quando, per esempio, ci inviterebbe a mangiare solo se abbiamo fame o a riposare quando siamo stanchi o a muoverci se siamo stati troppo fermi.
Lo stesso con la nostra mente che, al posto di essere utilizzata in modo ecologico, la impieghiamo in modo spesso nevrotico e di sicuro speculativo. Infatti, ci si perde spesso in filosofie inutili sul sesso degli angeli, non accorgendoci che la mente è un mezzo che ci può aiutare a identificare la strategia migliore e più ecologica per vivere bene noi, i nostri cari, apportando benessere al nostro ambiente e alle generazioni future.
Ma ci perdiamo pure nella frustrazione cocente di emozio ni mai satolle, perché abituati a credere che la nostra felicità derivi dal realizzare quei modelli di successo che ci hanno inculcato…
E così pure lo spirituale è negletto e deviato, perché non è fuga o dipendenza da un qualche possibile nirvana musicale, cromatico, sensitivo o di un qualche culto di personalità seduttive. Lo spirito deve essere guerriero, che è forte e resiste agli attacchi del negativo e splende la sua centratura nonostante la battaglia!
Capite bene che non sono caratteristiche facili da possedere, implicano un grosso lavoro su se stessi che la maggior parte dei nuovi “maestri” e “terapeuti” difficilmente hanno realizzato.
Indagate quindi, indagate, e non abbiate timore a metter in dubbio le facili affermazioni che vi vengono offerte! Ciò nonostante non siate però inutilmente polemici, perché la scorrettezza metterebe voi dalla parte del torto.