Inserito da: cfc | Gennaio 23, 2004

Il channeling, ovvero le canalizzazioni

Un caposaldo della nuova spiritualità sembra proprio essere il channeling. Dopo che si è continuato a predicare l’esigenza di ascoltare la propria voce interiore, masse indistinte di individui si sono buttati a fare channeling, che tradotto significa “incanalare”. L’idea di base era quella che, attraverso il raccoglimenti interiore si può arrivare a percepire quella dimensione della saggezza intrinseca, che è al di là dei fattori contingenti. Tuttavia, in questo folle predicare di questi nuovi guru che invitavano a tale pratica, nessuno ha mai fatto notare che, prima di arrivare ad acclamare di essere in comunicazione telepatica, o interiore, con il santo Tal dei Tali, o il Maestro Guida – e qui i nomi esotici abbondano! – il passaggio obbligatorio, e logico pure, è quello che porta diritti diritti nella dimensione della propria emotività.

Nel momento che si inizia a far silenzio dentro e a raccogliersi, le prime sensazioni che si avvertono sono quelle fisiche: Son forse seduto scomodo? Una parte del mio corpo non si sente rilassata? Mi fa male da qualche parte? Mi si sta addormentando un piede? Per non parlare del fatto che se il nostro organismo è appesantito o intossicato le sensazioni che esso ci comunicherà saranno senz’altro più disturbanti.
Messo a tacere il subbuglio fisico e raggiunta una posizione comoda che ci permette di stare rilassati e tranquilli ecco che il rimestio interiore delle nostre emozioni comincia a salire nella consapevolezza. Sedare questo movimento interno non è cosa da poco, bisogna saper essere psicologi di se stessi, comprendere il perché di certe reazioni e imparare a lasciarle andare. Questo lavoro richiede la capacità di trovare in se stessi, nei propri atteggiamenti interiori, la causa scatenante di avvenimenti esterni a cui reagiamo.
Spesso si accompagnano alle emozioni i pensieri, le varie congetture che non sembrano trovare pace. Anche per la frenesia mentale si deve operare una azione di centratura che permetta al silenzio di trovare spazio dentro di noi.

È solo da questa specie di immobilità interiore che possono manifestarsi le cosiddette “intuizioni” spirituali. Tuttavia si ricordi che queste non hanno mai toni emotivi (mentre abbondano negli scritti di chi opera il channeling!) né possiedono dei toni dogmatici o perentori. Il tono è solitamente rivelatorio, infatti non ripete le ben conosciute verità con le solite parole – che diventano delle vere e proprie banalità proclamate a mo’ di novella dottrina dell’amore – , ma, al contrario, con tono conciso rivelano l’unicità della verità.

Damian Thomson, nel già citato libro, così scrive in proposito: “Negli anni Ottanta sembrava che praticamente chiunque fosse connesso alla New Age potesse effettuare il channeling di lunghi testi, spesso dal contenuto bizzarro e imprevedibile. Il risultato, nella caustica prospettiva della commentatrice americana Suzanne Riordan fu ‘una sbalorditiva cacofonia di voci cosmiche che balbettano, chiaccherano e profetizzano su ogni aspetto della vita umana, offrendo una miriade di ingegnose versioni revisionistiche (e spesso reciprocamente contradditorie) della storia, della teologia e della scienza, e una profusione di commenti stridenti e non meno eterodossi sugli eventi correnti’”.
Certo, è possibile ricevere messaggi illuminati, ma tutto dipende dalla pulizia interiore (vedi storia di Findhorn). Se il canale è “sporco” perché tutto intriso della propria emotività e della propria personalità, il messaggio che ne uscirà sarà simile al contenitore! Come si fa a incitare le persone a fare channeling se manca tutto il lavoro su se stessi necessario per pulire alacremente quel canale?
Diamo ora un’occhiata agli scritti da cui veniamo letteralmente sommersi – se si ha a che fare con questo mondo new age. E osserviamoli con un minimo di buon senso. Se si trattasse di poesia potremmo anche parlare di licenza poetica ma, visto che non si tratta di quest’arte e i messaggi che ci giungono si propongono invece come forieri di verità, c’è da fare qualche riflessione.
Ovviamente ciò che ispira all’elevazione interiore può certamente essere ben accetto – anche se pure in questo caso ci sarebbe da approfondire, ma si farà in un’altra occasione – tuttavia, ciò che è altamente opinabile è il far passare per verità o per preveggenze cose del tutto indimostrabili e che, immancabilmente, il tempo rivela poi come irrealizzate.

Inoltre, chi ci può garantire che l’entità che si presenta sia proprio chi dice di essere? In genere si presentano sempre come manifestazioni positive, ma gli studi indicano che, all’inizio, i messaggi sono sempre molto positivi, accattivanti, pii, buoni e dolci, ma con l’andare del tempo, una volta che sia stata acquisita la fiducia dell’interlocutore, diventano sempre più pregnanti nel dare giudizi su chi è “buono” e chi invece “cattivo” – e questo, di per sé, è già ben pericoloso. Poco alla volta poi, i messaggi tendono a far fare alle persone a cui sono rivolti, azioni e soprattutto spese che, nel tempo, si rivelano fatalmente inutili.
Un classico, che si riscontra in quasi tutti i gruppi che si rivolgono al channeling, è quello dell’acquisto di un qualche appezzamento di terreno in campagna, per erigervi un centro di terapie alternative. Di tutti i gruppi conosciuti in questi ultimi trent’anni, obiettivamente, non ho mai riscontrato nessuno, nemmeno uno, che fosse riuscito, una volta acquistato terreno e case, a creare quel tanto ambito centro terapie. In genere, dopo un po’ di anni i gruppi si sfaldano.
Un altro classico, che investe però più facilmente il singolo che fa channeling, è quello di essere innalzato al compito eccelso di scrivere un libro di verità rivelate. Le verità espresse, in genere, sono una semplice e spesso banale ripetizione di verità universali; oppure si tratta di “rivelazioni” scientifiche di cui l’interessato non sa nulla, ma che sono però scoperte già avvenute… Insomma, nonostante tutta la solennità: niente di nuovo.
Se si pensa che tutto ’sto maramsa sia un’espressione di spiritualità, si sbaglia. Vi rimando a ciò che Alice Bailey, una illustre esoterista degli inizi del 900 aveva scritto in proposito, quando ancora la spiritualità era un percorso serio, adatto solo a coloro capaci di impegnarsi seriamente per purificarsi ed elevarsi.


Risposte

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